| 

Yogasanagalu: 2a parte

Pubblico di seguito il prosieguo della traduzione in italiano di Yogasanagalu, l’appendice a Yoga Makaranda di Krishnamacharya. Un testo di valore storico, in cui si evince la radice di quella che diventerà, nei decenni successivi alla stesura di questo testo, la pratica dell’Ashtanga Yoga. In questa seconda parte, la descrizione di due posture fondamentali nelle sequenze di flessione in avanti: Uttanasana e Pashimottanasana, che Krishnamacharya spiega con estrema dovizia di particolari.

1 Uttanasana


Seguendo le stesse regole di Tadasana (yogasana samasthiti krama) (Fig. 4.1, 4.2), in posizione eretta, espirando lentamente, flettete a poco a poco la parte superiore del corpo (ovvero, la parte sovrastante le anche e portate i palmi delle mani a terra. Le ginocchia non devono assolutamente essere flesse. Sollevate la testa e fissate lo sguardo alla punta del naso. Nel far ciò, inspirate aria pulita attraverso le narici, trattenete saldamente il respire e mantenete questa posizione. Ciò si chiama sahitha kumbhaka. Dopo essere rimasti per un po’ in questa postura, espirate attraverso le narici l’aria che avete trattenuto, abbassate la testa e poggiatela sulle ginocchia. Non inspirate ancora. Inspirate sollevando la testa ed espirate abbassandola – fatelo a seconda delle vostre forze e delle vostre capacità. In questa posizione, mentre la testa è sollevata e mentre è abbassata e appoggiata alle ginocchia, i palmi delle mani devono essere fermamente ancorati al suolo. Questo sthiti si chiama uttanasana. Inizialmente, mentre si resta in questo sthiti, si possono sperimentare tremor alle braccia e alle gambe. Se tratteniamo fermamente il respiro e la postura, i tremori cesseranno. Dopo essere rimasti per un po’ in questa posizione, tornate a tadasana sthiti.
Ci sono 8 forme di uttanasana. Come risultato della pratica di queste 8 forme, spariranno tutti i malanni del basso ventre, ed aumenterà la capacità digestiva. Persino il comune mal di stomaco si risolverà. Anche le donne possono praticare questo asana, ma non durante la gravidanza. Questa è la prima forma dell’asana, e comprende 3 vinyasa.
Procedura per Padahastasana ed altre forme di Uttanasana:
Afferrate gli alluci con le prime tre dita delle mani. Espirate, mantenendo lo stesso sthiti e portate le orecchie tra le braccia nell’abbassare la testa. Questo si chiama cakrasana. Portate le mani dietro la schiena, flettete il corpo all’indietro e successivamente eseguite uttanasana. Questa azione comporta speciali benefici, ma praticatela a seconda della vostra condizione fisica e delle vostre capacità. Afferrate l’alluce del piede destro con la mano sinistra, e l’alluce del piede sinistro con la mano destra. Quindi abbassate la testa e portatela tra le ginocchia. Questa posizione, se mantenuta, è una forma di Padahastasana.

Mantenendo le gambe il più possible separate, afferrate l’alluce del piede destroy con le dita della mano sinistra, e l’alluce del piede sinistro con le dita della mano destra, come spiegato prima. Abbassate la testa e portatela tra le gambe, assicurandovi che sia correttamente allineata. Anche questa è una forma di Padahastasana. Mentre praticate gli asana che seguono, ed altri simili, le ginocchia devono essere tese, assolutamente non flesse: Uttanasana, Pascimottanasana, Hasta Padasana, Janusirsasana, Ardhabaddha Padmottanasana, Upavishtakonasana, Suptakonasana, Viparita Konasana, Urdhva Prasarana Padasana, Halasana, Sirsasana, Sarvangasana, e Padahastasana. Non dimenticate mai questa importante regola. Dopo aver praticato correttamente, come descritto sopra, tutte le parti di Padahastasana, praticate Uttanasana. In un’altra forma, flettetevi in avanti il più possible, e portate il viso a 9 angula (misura Indiana, corrispondente a circa 16 cm) al di sotto della rotula. Questo perché nell’asana la testa deve essere esattamente a metà strada tra le ginocchia e i piedi. Dopodiché, anche in questa posizione, portate la testa tra le gambe. Questa è un’altra forma di Uttanasana. 2 Ardhabaddha Padmottanasana Da Tadasana, eseguite puraka kumbhaka. In seguito, scegliete una gamba e portate il piede in cima alla coscia opposta. Lentamente, poco a poco, muovete il piede verso l’alto finché il tallone è premuto sul basso ventre. Qualunque sia la gamba sollevata, muovete la mano dello stesso lato dietro la schiena ed afferrate l’alluce del piede da dietro. Mantenete l’altra mano in Tadasana sthiti ed eseguite puraka kumbhaka. Dopodiché espirate lentamente dale narici e flettete la parte superiore del corpo verso il pavimento. Portate il palmo della mano al piede, e mantenetelo saldamente ancorato al suolo. Espirate completamente, e senza inspirare, praticate kumbhaka ed abbassate la testa, posizionandola sulla rotula della gamba tesa. Ripetete con l’altra gamba seguendo tutte le istruzioni già elencate. Questa postura ha 10 vinyasa. Benefici: Questo asana rimuove tutte le impurità e i depositi da entrambi i lati dell’addome, e li espelle attraverso l’ano. Quotidianamente, rinforza la capacità digestiva.

3. Pascimattanasana o Pashimottanasana


Questo asana ha molti krama. Tra questi, la prima forma ha 16 vinyasa. La semplice esecuzione dell’asana sthiti, sedendosi senza eseguire i vinyasa, non porterà i benefici menzionati negli yoga sastra. Questa regola vale per tutti gli asana.
I primi tre vinyasa sono gli stessi di Uttanasana. Il quarto vinyasa è Caturanga Dandasana, il quinto vinyasa è Urdhvamukhasvanasana, il sesto vinyasa è Adhomukhasvanasana. Praticateli seguendo le istruzioni precedenti. Nel sesto vinyasa, fate puraka kumbhaka, saltate ed arrivate al settimo vinyasa. Ovvero, da Adhomukhasvanasana sthiti, saltate in avanti e muovete entrambe le gambe tra le braccia, senza lasciare che le gambe tocchino terra. Stendete le gambe in avanti e sedetevi. Praticate la seduta con i glutei tra le mani, o a 4 angula davanti alle mani. E’ meglio apprendere l’abhyasa krama da un guru. In questo sthiti, spingete il petto in avanti, fate puraka kumbhaka e fissate lo sguardo alla punta del naso. Quindi estendete entrambe le braccia verso i piedi (le gambe saranno già tese in avanti). Afferrate gli alluci saldamente con le prime tre dita della mano (police, indice e medio), in modo tale che la mano sinistra tenga l’alluce sinistro, e la mano destra l’alluce destro. Non sollevate le ginocchia. Quindi, risucchiate lo stomaco facendo recaka, abbassate la testa e premete il volto sulle ginocchia. Anche in questo sthiti le ginocchia non devono sollevarsi dal suolo. Questo è il nono vinyasa. Questo è Pascimottanasana. All’inizio, tutti lo troveranno difficile. Sembrerà che i nervi della schiena, le cosce e la parte posteriore delle ginocchia vengano tirati con forza, ed il dolore sarà intenso. Il dolore durerà otto giorni, dopodiché la tensione dei nervi si rilasserà e sarà possibile eseguire l’asana senza problemi. Questo Pascimottanasana ha molte forme. Dopo aver praticato questo asana con il volto premuto sulle ginocchia, praticatelo con il mento sulle ginocchia ed eventualmente con il mento a 3 angula al di sotto delle ginocchia, sui polpacci. Al decimo vinyasa sollevate la testa. All’undicesimo vinyasa, mantenendo le mani fermamente ancorate al suolo, sollevate tutto il corpo dal suolo e mantenete l’equilibrio in aria senza toccare terra. L’undicesimo vinyasa si chiama Uthpluthi. Il dodicesimo vinyasa è caturanga dandasana. Il tredicesimo è Urdhvamukhasvanasana. Il quattordicesimo è Adhomukhasvanasana. Il 15esimo è il primo vinyasa di Uttanasana. Il 16esimo vinyasa è il 2ndo vinyasa di Uttanasana.
In seguito, tornate a Samasthiti. Dovete apprendere le complessità di questo vinyasa solo da guru.
Benefici: Questo asana curerà tutti i malanni dello stomaco. Può essere eseguito sul pavimento o su un tappeto a seconda delle capacità individuali. Apprendete altre forme di Pashimottanasana krama studiando con attenzione le immagini. Le donne incinte non devono eseguire questo asana dopo il terzo mese di gravidanza. Per gli uomini non ci sono restrizioni. Se praticato ogni giorno per 15 minuti, questo asana rimuove ogni malattia dello stomaco.

Se questo contenuto ti è stato utile, condivido riflessioni e pratiche più approfondite in uno spazio dedicato.

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *